Lead Story
Frecciarossa, ritorno a casa da Roma. Due giorni full gas per partecipare al concorso dell’Aeronautica Militare come atleta.
Le speranze di entrare? Sinceramente nulle. Questi concorsi pubblici vengono aperti quando il Gruppo Sportivo Militare vuole arruolare qualcuno ed è sicuro che questo atleta otterrà un punteggio tale da vincere. That’s it.
Anche questa volta è cosi e non sono io l’atleta che entrerà.
Ho riflettuto a lungo sull’idea di partecipare, perché è una gran rottura andare a Roma per i due giorni di concorso (oltre che una spesa non banale). Certificati, esami del sangue di ogni tipo, viaggio e soggiorno a Roma e chi più ne ha più ne metta. Tutto a mie spese. Alla fine, ho deciso di farlo: “non si sa mai che…”.
Le visite sono andate bene a tutti quanti, quindi sappiamo già come finirà. Ovviamente non ce l’ho con l’atleta che entrerà, anzi. E’ giovane, forte, ha tutto il diritto di avere questa grande opportunità. E soprattutto, vincerà il concorso perché il suo punteggio sarà più alto del mio. Giusto che entri lui. Gli auguro di capire fino in fondo le potenzialità di questa opportunità. Gli auguro di sfruttarle fino all’ultima goccia.
Sto viaggiando in treno con la magnetoterapia attaccata alla gamba, cercando di accelerare la guarigione di questa stupida frattura da stress. Mi sento un disagiato. Poi mi guardo intorno, non frega niente a nessuno.
Hotel? Una bettola vicino alla stazione. Pagato poco, devo abbassarmi per entrare in camera altrimenti non ci passo. Che disagio.

In questi tre giorni non mi sono allenato per via della gamba. È passato quasi un mese e la guarigione è singhiozzante e imprevedibile. Un giorno la tibia migliora con passi da gigante, il giorno dopo sento male anche girandomi nel letto. Di solito sono bravo ad ascoltare il mio corpo e interpretare cosa sta succedendo. Questa volta – sinceramente – sto facendo fatica a capire.
L’arte cura l’anima

Ieri sera, dopo le visite e i test infiniti in caserma, sono andato ai Musei Vaticani, da solo, per la terza volta. Avevo bisogno di stare in silenzio, tra i miei pensieri. L’arte di Raffaello è follia. Cura l’anima.
Poi, cena da un indiano lì vicino. Riso, pollo, verdure, per mangiare sano. A Roma. Boh. Forse sarebbe stato meglio ingozzarmi con una Carbonara.
Niente altro da aggiungere. Pensieri confusi. Mi manca l’allenamento spensierato, col corpo dalla mia parte.
Spero di rientrare presto.

